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	<title>Cronisti Veneti</title>
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	<description>Un gruppo di cronisti che ama la tua libertà</description>
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		<title>GIUSTIZIA, CARCERE ED ESECUZIONE DELLA PENA</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 20:59:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ugodinello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l'Ordine del Veneto il terzo seminario in carcere al Due Palazzi. Da non mancare. Sarà il 29 novembre, ma ci si deve iscrivere entro il 23
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 29 novembre dalle 9 alle 15, la Casa di reclusione Due Palazzi di Padova ospiterà il terzo seminario di aggiornamento professionale riservato ai giornalisti del Veneto (professionisti, praticanti e pubblicisti), finalizzato ad approfondire i temi della giustizia e del carcere, con particolare attenzione agli aspetti relativi all&#8217;esecuzione della pena.</p>
<p>A promuovere la giornata di studi, che nel 2009 e nel 2010 ha riscosso un notevole successo di partecipazione, è, insieme all&#8217;Ordine dei giornalisti del Veneto, la redazione di Ristretti Orizzonti (che dall&#8217;interno del carcere fa informazione attraverso una rivista e un sito internet).</p>
<p>Si tratta di un&#8217;importante occasione di studio e approfondimento: l&#8217;obiettivo è fornire ai giornalisti &#8211; attraverso le relazioni di esperti, l&#8217;analisi di casi concreti e le testimonianze di detenuti &#8211; alcuni spunti di riflessione e qualche utile strumento per svolgere al meglio il proprio lavoro, garantendo una corretta informazione su giustizia, carcere ed esecuzione della pena.</p>
<p>Si parlerà di cronaca nera e giudiziaria; di omicidi colposi (che possono capitare “a tutti”) e di come questi vengono raccontati a seconda degli autori; di reati che scuotono l’opinione pubblica per i quali spesso si chiede il massimo della pena; di misure alternative al carcere; di processo lungo; di diritto all’oblio nell’era di internet; della proposta di una “Carta deontologica delle pene e del carcere” per giornalisti e operatori dell’informazione.</p>
<p>Tra i relatori, Elena Valdini, giornalista, autrice del libro “Strage continua”; Mauro Paissan, giornalista, membro dell’Ufficio del Garante nazionale della privacy; Franco Corleone, Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Firenze, autore del libro “Contro l’ergastolo”; Marcello Bortolato, magistrato di Sorveglianza a Padova; Carla Chiappini, vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna, e responsabile del giornale del carcere di Piacenza, Sosta forzata; detenuti e volontari della redazione di Ristretti Orizzonti, operatori della Casa di reclusione. Introdurrà i lavori il presidente dell&#8217;Ordine dei giornalisti del Veneto, Gianluca Amadori. Parteciperà anche il direttore della Scuola di giornalismo Buzzati, Orazio Carrubba. Moderatrici Ornella Favero, direttore di Ristretti Orizzonti e Alessandra Sgarbossa, consigliera Ordine dei giornalisti del Veneto</p>
<p>ISCRIZIONI APERTE FINO A MERCOLEDI&#8217; 23 NOVEMBRE</p>
<p>Per iscriversi bisogna comunicare entro e non oltre mercoledì 23 novembre i propri dati (nome, cognome, luogo e data di nascita, mail e numero di telefono cellulare) all&#8217;indirizzo Pec dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto: odgveneto@gigapec.it</p>
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		<title>Avete due mesi per iscrivervi al &#8220;Penna d&#8217;oca&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 15:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ugodinello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[L'Assostampa Padovana indice anche quest'anno il premio "Penna d'oca" 2011. Bisogna mandare tutto entro il 15 gennaio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-family: Helvetica;">Articolo 1. Assostampa Padova bandisce il premio Penna d’oca, storico riconoscimento assegnato dall’Associazione provinciale della stampa padovana. Il premio vuole sottolineare il ruolo e la funzione che il cronista svolge nel lavoro quotidiano a contatto con i cittadini, evidenziando coloro che si sono particolarmente distinti per impegno sociale, professionale e umano.</p>
<p>Articolo 2. Il premio è riservato ai giornalisti pubblicisti e professionisti e ai praticanti. Sono esclusi dal concorso i vincitori della scorsa edizione.</span></div>
<p><span style="font-family: Helvetica;"></p>
<p>Articolo 3. Il premio è articolato in due sezioni: carta stampata; informazione radiotelevisiva e online.</p>
<p>Articolo 4. Al premio possono concorrere i giornalisti che abbiano pubblicato articoli, servizi e inchieste che rientrino nel tema: “Padova e la sua provincia. Un territorio che cambia”.</p>
<p>Articolo 5. Al premio possono essere presentati articoli, inchieste e servizi pubblicati dall’1 gennaio al 31 dicembre 2011. Ogni concorrente può partecipare con un solo elaborato.</p>
<p>Articolo 6. Gli articoli, inchieste e servizi devono essere inviati entro il 15 gennaio 2011 ad Assostampa Padova c/o PadovaFiere via Tommaseo 59 35131 Padova oppure alla mail assostampa@assostampa-padova.it. Le segnalazioni per la carta stampata devono contenere una copia della pubblicazione in originale o in copia ma nel medesimo formato dell’originale; quelle per l’informazione radiotelevisiva e online la videocassetta con la registrazione o il cd/dvd con la trascrizione del servizio. Le segnalazioni, a pena di esclusione, devono contenere le generalità complete del candidato, la<br />
testata, i recapiti completi e il numero della tessera professionale.</p>
<p>Articolo 7. Le candidature possono essere presentate anche da direttori di testata, capocronisti, comitati di redazione, organismi sindacali e professionali, singoli giornalisti e associazioni anche non giornalistiche.</p>
<p>Articolo 8. La giuria che a suo insindacabile giudizio assegnerà i premi è composta dal direttivo di Assostampa Padova; presidente dell’Ordine dei giornalisti del Veneto; un delegato di ogni ente e associazione che patrocinerà il premio.</p>
<p>Articolo 9. Il vincitore di ciascuna sezione verrà premiato con una targa nel corso di una cerimonia pubblica. Per ciascuna sezione è prevista anche l’assegnazione di riconoscimenti speciali messi a disposizione da istituzione, enti oppure organismi di categoria.</span></p>
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		<title>La piazza della Legalità dedicata a Siani</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 14:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ugodinello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Un cronista sottopagato che aveva svelato i legami tra politica e camorra, ucciso il 23 settembre del 1985 a 26 anni. Era Giancarlo Siani, con salario da fame e tanto amore per un mestiere bellissimo. La sua auto, l'inconfondibile Mehari, sarà il monumento di questa piazza]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La Piazza della Legalità <a rel="attachment wp-att-893" href="http://www.cronistiveneti.org/?attachment_id=893"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-893" title="giancarlo-siani-01" src="http://www.cronistiveneti.org/wp-content/uploads/2011/11/giancarlo-siani-011-128x128.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a> a Napoli </span><span style="color: #000000;">avra' come simbolo la Mehari di Giancarlo Siani.</span></pre>
<pre style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> L'auto nella </span><span style="color: #000000;">quale fu ucciso il 23 settembre del 1985 sara' esposta il 26</span></pre>
<pre style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">novembre prossimo a Napoli nel corso di una manifestazione</span></pre>
<pre style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">voluta dal sindaco Luigi de Magistris. "Vogliamo lanciare il</span></pre>
<pre style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">tema della legalita' - spiega de Magistris - in modo serio. E'</span></pre>
<pre style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">un tema che ha profonde radici nella Costituzione ed e'</span></pre>
<pre style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">rappresentato da persone, come Giancarlo Siani, che ci hanno</span></pre>
<pre style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">rimesso la vita o da altri che pagano prezzi altissimi per</span></pre>
<pre style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">difendere questo valore". Un concorso dedicato ai giovani e</span></pre>
<pre style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">altre iniziative. Cosi' il sindaco ha annunciato, durante</span></pre>
<pre style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">l'inaugurazione della biblioteca "Girolamo Tartaglione" nel</span></pre>
<pre style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">tribunale di Napoli, la manifestazione del 26 novembre.</span></pre>
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		<title>Perquisito e lasciato senza la possibilità di fare il cronista. Per una querela per diffamazione!</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 02:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ugodinello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Denunce]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Non facciamo passare la regola che gli amministratori possono zittire i cronisti scomodi facendogli sequestrare i mezzi per scrivere. Quin non è solo in ballo la professione. E' in pericolo la democrazia. Gruppo Cronisti Veneti, Ordine e Sindacato chiederanno conto dell'operato del pm al procuratore capo e al procuratore generale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I 5 carabinieri (5!!!) si sono presentati a casa di Lucio Eicher Clere, corrispondente del Gazzettino dal Comelico alle 6.20 di venerdì mattina. L&#8217;hanno tirato giù dal letto, gli hanno ribaltato la casa, gli hanno aperto tutti i libri e sequestrato tutti i computer e le chiavette usb. Ordine del pm veneziano Giorgio Gava. Motivo? &#8220;Reato di cui al&#8217;articolo 595 cp&#8221;. Diffamazione!!!! Per una querela per diffamazione hanno portato via tutti gli apparati elettronici a un giornalista impedendogli di continuare a svolgere la sua attività di cronista!!!</p>
<p>Cos&#8217;è successo. Lo scorso inverno Lucio Eicher Clere ha scritto sul Gazzettino che la bacheca dell&#8217;Ente Regole di Costalta era stata imbrattata dalla scritta &#8220;Vergogna&#8221; dopo che erano stati pubblicati i compensi al presidente dell&#8217;ente, pubblicando la foto.</p>
<p>Il presidente ha a sua volta bellamente asserito che la notizia era falsa, che la foto era ritoccata e ha querelato il cronista.</p>
<p>Ora un pm può chiedere al cronista di produrre la famosa foto, farla analizzare, chiedere una lista di testimoni che hanno visto la scritta (Eichere Clere ne ha una decina).</p>
<p>No. La Procura di Venezia (competente dato che il Gazzettino è stampato a Mestre) ha ordinato la perquisizione personale, domiciliare e il sequestro di tutti i supporti elettronici. Il tutto in barba alla sentenze della Corte Europea che hanno sancito l&#8217;inviolabilità delle fonti giornalistiche.</p>
<p>Lucio Eicher Clere è &#8220;zittito&#8221; fino al dissequestro dei suoi computer.</p>
<p>Se facciamo passare la logica che i cronisti possono essere zittiti con una denuncia per diffamazione da ogni amministratore che viene criticato possiamo dire addio alla democrazia.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-888" href="http://www.cronistiveneti.org/?attachment_id=888"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-888" title="unione-cronisti-italiani-logo" src="http://www.cronistiveneti.org/wp-content/uploads/2011/10/unione-cronisti-italiani-logo-128x128.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a></p>
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		<title>EDITORIA: COMITATO LIBERTA&#8217;, FONDO SOSTANZIALMENTE ANNULLATO</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 19:28:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ugodinello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[GIOVEDI' 27 CONFERENZA STAMPA AL SENATO PER DENUNCIARE 'MASSACRO'
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comitato per la liberta&#8217; e per il<br />
diritto all&#8217;informazione, alla cultura ed allo spettacolo ha<br />
organizzato per giovedi&#8217; 27 ottobre dalle 13,30 alle 14,30,<br />
nella sala Nassirya del Senato, una conferenza stampa per<br />
denunciare &#8211; si legge in una nota &#8221;il vero e proprio massacro<br />
dell&#8217;informazione cooperativa, non profit, di idee e di partito<br />
che si sta consumando con il sostanziale annullamento, da parte<br />
del governo, dei fondi destinati all&#8217;editoria&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ungheresi in piazza contro la &#8220;legge bavaglio&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 19:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ugodinello</dc:creator>
				<category><![CDATA[ANSA]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Paese che l'ha adottata si ritrova con un mostro giuridico che ha scatenato la protesta. E da noi con il divieto di pubblicazione delle "attività d'indagine" sarà ancora peggio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-880" href="http://www.cronistiveneti.org/?attachment_id=880"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-880" title="freedom_press" src="http://www.cronistiveneti.org/wp-content/uploads/2011/10/freedom_press-128x128.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a></p>
<p>UNGHERIA: BUDAPEST, DECINE MIGLIAIA IN PIAZZA CONTRO GOVERNO<br />
NEL 55/MO ANNIVERSARIO DELLE RIVOLTA DEL &#8217;56<br />
   (ANSA) &#8211; BUDAPEST, 23 OTT &#8211; Decine di migliaia di persone,<br />
nel 55/mo anniversario della rivolta ungherese del 1956 e nel<br />
22/mo della proclamazione della repubblica democratica nel 1989,<br />
hanno manifestato oggi a Budapest contro la politica del governo<br />
conservatore populista di Viktor Orban.<br />
   La manifestazione, indetta da organizzazioni civiche su<br />
internet e svoltasi nel pieno centro della capitale ungherese<br />
con lo slogan &#8216;Non mi piace il regime!&#8217;, e&#8217; un segno evidente<br />
del malcontento della popolazione per la politica<br />
antidemocratica del governo, e della scarsa considerazione per i<br />
partiti politici, che hanno perso ogni credibilita&#8217;. Gli<br />
organizzatori hanno chiesto espressamente al partito socialista<br />
e ai Verdi, presenti in Parlamento come opposizione alla<br />
maggioranza di due terzi di Orban, di non partecipare alla<br />
manifestazione.<br />
   Secondo gli ultimi sondaggi, il partito di governo Fidesz ha<br />
perso almeno un milione di voti dal 2010, ma i socialisti e i<br />
Verdi non sono riusciti ad accrescere i loro consensi. I<br />
manifestanti hanno protestato in particolare contro la legge sui<br />
media, che limita la liberta&#8217; di stampa, la nazionalizzazione<br />
del patrimonio dei fondi pensione privati, la riscrittura in<br />
modo antidemocratico, senza il consenso della altre forze<br />
politiche, della Costituzione, la riforma giudiziaria che limita<br />
l&#8217;indipendenza della magistratura. &#8221;In Ungheria stiamo andando<br />
in una direzione sbagliata, bisogna fermare questo governo<br />
cinico e autoritario&#8221;, hanno detto gli oratori intervenuti al<br />
comizio, nel quale e&#8217; stata annunciata la nascita di un<br />
movimento denominato Solidarieta&#8217;, sul modello del primo<br />
sindacato libero polacco degli anni &#8217;80.(ANSA).</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>&#8220;Galera per i giornalisti? Puzzo di dittatura&#8221;. Parola di poliziotti</title>
		<link>http://www.cronistiveneti.org/?p=874</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 17:54:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ugodinello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Denunce]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sindacato di Polizia di Stato Coisp analizza con preoccupazione il testo della "legge bavaglio" e si schiera con i cronisti italiani. Quelli che dovranno stringerci le manette ai polsi rifiutano, da cittadini, una legge liberticida. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><a rel="attachment wp-att-875" href="http://www.cronistiveneti.org/?attachment_id=875"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-875" title="poliziotto" src="http://www.cronistiveneti.org/wp-content/uploads/2011/10/poliziotto-128x128.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a></p>
<p>Oggetto:<span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;"><strong>Intercettazioni, divieti di pubblicazione e carcere per i giornalisti. Il Coisp: “Aleggia il puzzo di squallida parodia di dittatura. Dei veri problemi degli italiani chi deve occuparsene?”</strong></span></p>
<p>“Siamo asfissiati, oramai, dal puzzo di dittatura che aleggia ovunque e che non ci si preoccupa più neppure di tentare di nascondere con un qualche ‘deodorante’ a poco prezzo. Ed è una squallida parodia di dittatura, in cui spadroneggiare è solo a beneficio di pochi a cui non interessa assolutamente nulla di distruggere quel che hanno per le mani, e che dovrebbero governare in maniera meno scellerata… quantomeno per garantirsi di continuare ad avere il giocattolo più a lungo possibile. In Italia si passa il tempo ad inventare nuovi metodi per coprire in ogni modo gli intoccabili signori incollati alle poltrone, ma intanto ai veri problemi dei cittadini chi accidenti ci pensa?”. E’ il commento di<strong> Franco Maccari, Segretario generale del Coisp, Sindacato indipendente di Polizia</strong>,<strong> </strong>alla notizia del parere favorevole incassato in commissione Giustizia alla Camera dai due emendamenti del Pdl che da una parte prevedono il carcere per i giornalisti che pubblicano intercettazioni “irrilevanti” e dall’altro vietano la pubblicazione delle intercettazioni fino alla cosiddetta udienza filtro. Qualcosa che ha spinto Giulia Bongiorno (Fli), precedente relatrice del testo, addirittura a lasciare l’incarico in segno di protesta. “Siamo sconcertati – aggiunge Maccari – da come si punti ad ‘abbattere’, uno dopo l’altro, gli ostacoli che si parano davanti a chi pretende di vivere al di sopra di ogni buona regola, tra i quali il sistema dell’Informazione, la Magistratura e le Forze dell’ordine, sono certamente i più efficaci. Non a caso sono queste le categorie che subiscono quotidianamente attacchi furiosi e deliranti da parte di politici ipocriti troppo preoccupati, sembrerebbe quasi, di potersi un giorno trovare nei guai…”. “Ebbene – insiste il segretario del Coisp &#8211; che l’unico pensiero di molti sia quello di rendere ancora più difficile e diabolico perseguire certi milord in giacca e cravatta è fin troppo evidente. Ma tutti sanno che, tanto per cominciare, ci sono presupposti di legge ben precisi per essere intercettati. E’ forse questo il problema? La regola è sempre e solo quella semplice che tutti conoscono: chi non ha nulla da nascondere non si preoccupa! Siamo più che certi che ogni cittadino lo condivide. Per il resto, infatti, gli operatori della Sicurezza e della Giustizia non sono certo idioti senza scrupoli che se ne vanno in giro a rovinare la gente perché non hanno un accidenti a che pensare – nonostante il messaggio devastante che certi politici vogliono far passare -, né tantomeno hanno tempo e risorse da dedicare a intercettazioni inutili e pruriginose. E se poi una certa notizia, guarda caso su una qualche persona ‘pubblica’, interessa così tanto il Paese da valere una pubblicazione un motivo ci sarà, vero? Quel motivo, lo sappiamo tutti, non è certamente l’invasione fine a se stessa della privacy di poveri politici stressati dai cattivi che lavorano per la giustizia e per la trasparenza in questo benedetto Paese”. “Sarebbe proprio ora di finirla con tutte queste idiozie – conclude Maccari –, e di cominciare a tirare faticosamente in piedi un’Italia in ginocchio, dove la maggior parte della gente non arriva a fine mese e i soldi per comprare i giornali che pubblicano quelle intercettazioni tanto odiate neppure li ha più”.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>INTERCETTAZIONI: CHELI,CARCERE A CRONISTI E&#8217; INTIMIDAZIONE</title>
		<link>http://www.cronistiveneti.org/?p=868</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 10:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ugodinello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Denunce]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ex vicepresidente della Corte costituzionale e poi dell'Autorità garante sulle Telecomunicazioni mette in guardia dalle derive del testo di legge bavaglio: "Pena sproporzionata, così si limita l'informazione"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-869" href="http://www.cronistiveneti.org/?attachment_id=869"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-869" title="galera ai giornalisti" src="http://www.cronistiveneti.org/wp-content/uploads/2011/10/galera-ai-giornalisti-128x128.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a></p>
<p>ROMA, 07 OTT &#8211; &#8221;La misura della detenzione mi pare<br />
eccessiva rispetto al diritto all&#8217;informazione che ha una tutela<br />
costituzionale. Si rischia di creare una sorta di intimidazione<br />
nei confronti di chi esercita la professione<br />
dell&#8217;informazione&#8221;. Lo dice in un&#8217;intervista al Messaggero Enzo<br />
Cheli, gia&#8217; vicepresidente della Corte Costituzionale e poi<br />
presidente dell&#8217;Autorita&#8217; Garante delle Tlc. &#8221;Aggiungerei -<br />
dice &#8211; che se le intercettazioni pubblicate sono solo<br />
irrilevanti ma non coperte da segreto istruttorio, quel tipo di<br />
sanzione penale non appare solo sproporzionata, ma anche<br />
ingiustificata&#8221;.<br />
   &#8221;Il problema &#8211; spiega &#8211; e&#8217; capire quando finisce il segreto<br />
istruttorio. Si e&#8217; parlato dell&#8217;udienza filtro, nel corso della<br />
quale vengono individuate le conversazioni irrilevanti per il<br />
processo. Ebbene, se questo momento processuale si verifica<br />
quando ormai il segreto istruttorio e&#8217; caduto, a quel punto<br />
stabilire una sanzione penale per la diffusione di contenuti di<br />
cui gia&#8217; le parti sono a conoscenza mi sembra improprio&#8221;.<br />
   La rivendicazione di poter rendere note intercettazioni che<br />
raccontano aspetti privati discutibili di personalita&#8217; pubbliche<br />
&#8221;consente il controllo sociale della vita pubblica &#8211; conclude -<br />
Si esce dal terreno del diritto penale e si entra in quello del<br />
diritto alla privacy. E indubbiamente, laddove queste<br />
intercettazioni riguardano soggetti che ricoprono incarichi<br />
pubblici, occorre riconoscere che c&#8217;e&#8217; una limitazione del<br />
diritto alla riservatezza&#8221;.(ANSA).</p>
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		<title>Manifestazione dei cronisti contro il bavaglio</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 11:03:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ugodinello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Denunce]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[A Roma scende in campo l'Unione Nazionale Cronisti Italiani per difendere il diritto degli Italiani a essere informati]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-864" href="http://www.cronistiveneti.org/?attachment_id=864"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-864" title="unciok" src="http://www.cronistiveneti.org/wp-content/uploads/2011/10/unciok-128x128.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a></p>
<p>INTERCETTAZIONI: DOMANI AL PANTHEON CONTRO LEGGE BAVAGLIO =<br />
(AGI) &#8211; Roma, 4 ott. &#8211; Nuova manifestazione domani in piazza<br />
del Pantheon dalle 17 alle 19 contro il disegno di legge sulle<br />
intercettazioni e la difesa della liberta&#8217; di stampa e del<br />
diritto-dovere di cronaca.<br />
    All&#8217;iniziativa indetta dal Comitato per la liberta&#8217; e il<br />
diritto all&#8217;informazione, alla cultura e allo spettacolo,<br />
aderisce l&#8217;Unci (Unione nazionale cronisti italiani),<br />
ribadendo &#8220;la piu&#8217; totale contrarieta&#8217; a un provvedimento che<br />
punta a sottrarre ai magistrati uno strumento fondamentale per<br />
contrastare, reprimere e punire il crimine e a espropriare il<br />
diritto costituzionale dei cittadini di essere informati in<br />
modo corretto, compiuto e tempestivo di cio&#8217; che davvero<br />
avviene nel Paese per poter intervenire in  modo consapevole<br />
nell&#8217;ambito sociale e politico&#8221;. L&#8217;Unci propone che la<br />
battaglia condotta contro il provvedimento &#8220;sfoci in<br />
manifestazioni a carattere nazionale&#8221;.</p>
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		<title>Columba: &#8220;Insieme contro la legge-bavaglio&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 10:14:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ugodinello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Voci]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervento del Presidente dell’Unci, Guido Columba, alla manifestazione in  piazza del Pantheon contro la legge sulle intercettazioni

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-860" href="http://www.cronistiveneti.org/?attachment_id=860"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-860" title="Columba_Guido(5412)" src="http://www.cronistiveneti.org/wp-content/uploads/2011/09/Columba_Guido5412-128x128.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a>Nel 1992 la Procura di Milano aprì un’inchiesta sul Pio albergo Trivulzio dando il via all’inchiesta nota a tutti come Mani Pulite. Poco dopo alla Camera vennero presentati undici proposte di legge che, nel tentativo di impedire che i cronisti riferissero cosa stava venendo alla luce, prevedevano tra l’altro condanne al carcere da sei mesi a dieci anni. Quelle proposte vennero unificate in un solo testo da Giuseppe Gargani, allora responsabile per la giustizia della Dc. L’Unione Cronisti fu la prima a reagire, tra l’altro organizzammo a Stresa un convegno a cui invitammo il sostituto procuratore Di Pietro assieme a molti altri magistrati. Il disegno di tenere all’oscuro i cittadini di cosa stesse accadendo fu bloccato.</p>
<p>Gli anni di Mani Pulite hanno fatto pensare che l’idea di abolire il diritto-dovere di cronaca, specie sull’informazione giudiziaria, fosse definitivamente caduta. Invece nel 2005 il Guardasigilli Castelli presentò un disegno di legge che venne bloccato. Nel 2006 fu il ministro della Giustizia Mastella a mettere a punto e presentare alla Camera un testo di legge molto restrittivo: fu approvato praticamente all’unanimità. Le diffuse reazioni, in primo luogo nostre, e alcune circostanze politiche impedirono l’approvazione in Senato. Due anni fa è toccato al ministro Alfano, la lunga battaglia che abbiamo condotto contro la sua proposta l’ha fatta arenare in Parlamento. Adesso ci riprovano con un testo di legge che non ha neanche un nome, l’attuale ministro Nitto Palma non l&amp;r! squo;ha voluta neanche firmare. Perchè se ne vergogna, mi suggeriscono.</p>
<p>Comunque il senso di questa rievocazione è chiaro: i politici cercano da sempre, in tutti i modi, di impedire che i cronisti scrivano o raccontino quello che avviene. Il tentativo sulla questione intercettazioni è stato bloccato molte volte, confido che ci riusciremo anche questa volta. Certo dovremo ripetere manifestazioni come questa e anzi farne molte altre in tutto il paese.</p>
<p>Perchè deve essere ben chiara a tutti la questione del diritto-dovere di cronaca. Il diritto di sapere è del cittadino, la Costituzione glielo attribuisce perchè solo essendo informati si può giudicare e decidere. Il dovere è dei giornalisti di riferire gli avvenimenti in modo corretto, compiuto e tempestivo. I cittadini cioè hanno il diritto di essere informati senza distorsioni e senza omissioni. E subito, non dopo dieci anni.</p>
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